Un altro tempo

Data
Sab. 11 Aprile 2020

Braccati ci avete spinto nella trappola, non avevamo altre strade, mentre il Buio sembrava aumentare intorno a noi, giocavate a cancellare la nostra fiammella di Luce. E mentre noi feroci ci azzuffavamo cercando un senso, il senso ci sfuggiva lasciandoci inebetiti a guardare sul ponte altri esseri umani immersi nella sofferenza. Non avete mai avuto pietà di usare carne umana per soddisfarvi. Ma il vostro tempo è finito.  Brancoliamo ancora nella nebbia e non tutto ci è chiaro. Ma la fiammella che avevamo dentro sta aumentando la sua Luce. Non riuscirete più a convincerci che siamo morti. E uno alla volta ci alzeremo in piedi ricordando finalmente chi siamo e urleremo il nostro nome  e canteremo la nostra canzone e saremo tanti e saremo veri. Il gigante solleva la testa, il gigante si alza in piedi. Siamo molto di più di quello che crediamo e sentiamo molto di più di quello che pensiamo. UN ESSERE ALATO Un essere alato giace. Schiacciato a terra faccia in giù, bloccato da una lastra di marmo. Le ali ampie e bianche fuoriescono. Non può volare. Nel suo più feroce incubo fra un po’ gli taglieranno le ali. Disperato e abbandonato a se stesso senza più alcuna divinità vagherà sulla Terra  nudo e stordito dal tempo e dal dolore. Nudo e senza ali urlerà al cielo la sua rabbia e la sua solitudine. E non saprà ricevere risposta. Attraverserà i mari e i deserti, offeso e umiliato, avrà fame e sete, subirà l’orrore, perpetuerà l’orrore. Ma un lamento sottile muoverà dal suo dolore. Un lamento continuo lungo il cammino. E lungo il cammino il lamento diventerà un canto di verità. Scoprirà che le ali gli stanno ricrescendo e che il canto allunga le sue ali. E allora le muoverà prima piano piano poi sempre più con forza fino a liberarsi della lastra, fino a volare libero fra terra e cielo fino a benedire la terra e il cielo fino a volare vicino al Sole. Siamo molto di più di quello che crediamo e sentiamo molto di più di quello che pensiamo.