Solidarietà al Direttore dell'Istituto La Salle di Grugliasco (TO)

Aree di lavoro
Data
Mar. 9 Marzo 2021

Egregio Direttore,

mi chiamo Elisa Russello, sono una psicologa psicoterapeuta dell’età evolutiva, da circa una dozzina di anni mi occupo di sostenere ed accompagnare la crescita di bambini, adolescenti e dei loro genitori attraverso la gestione di sportelli d’ascolto in Istituti Comprensivi e Scuole Secondarie di secondo grado del territorio di Torino e Provincia.

Nella giornata di domenica mi sono imbattuta in un articolo che descriveva il suo punto di vista critico per la decisione di chiudere le scuole, ma soprattutto la forma di protesta da lei ideata per provare a fare qualcosa di concreto, mettendoci la faccia.

Sono rimasta piacevolmente colpita dal suo coraggio e dalla sua capacità di esporsi per il bene dei suoi ragazzi e desidero con questa mail esprimerle tutta la mia stima ed il mio appoggio.

Sono completamente d’accordo con quanto lei afferma nel video pubblicato su Face Book e con il mio lavoro quotidiano “raccolgo”, da oramai un anno, un profondo stato di malessere da parte di bambini ed adolescenti, che chi si occupa delle politiche sanitarie sta purtroppo trascurando.

Decidere per la nostra salute non vuol dire infatti solo tutelare il nostro corpo, perché quando la nostra mente ed il nostro stato emotivo/psicologico sono in affanno, potrebbe presto ammalarsi anche il corpo, creando un ulteriore problema nel problema.

Nel mio piccolo osservatorio, ad oggi sono il riferimento psicologico di 4 Licei nella Città di Torino, ho rilevato in questo ultimo anno un incremento esponenziale della sofferenza degli adolescenti, solo per farle degli esempi parlo di: tentati suicidi, fughe da casa, ricoveri, anoressie nervose scoppiate all’improvviso, disturbi ossessivi compulsivi tramutatisi in forme gravi, depressione, ansia e mai in questi 12 anni di esperienza, mi era capitato di vedere un’incidenza così alta di tali forme di sofferenza psicologica.

Stiamo chiedendo ai bambini ed ai ragazzi uno sforzo sovraumano commisurato ai bisogni della loro età, ma probabilmente non bastava ancora e così abbiamo chiuso le scuole, unica fonte di vero apprendimento, di socialità ed unica boccata di ossigeno ad una quotidianità interamente intrecciata a quella della propria famiglia.

La DAD o DDI, come viene chiamata adesso, non è scuola, i ragazzi mi raccontano ogni giorno che non riescono a seguire, che si estraniano se non addirittura alienano dal contesto, a titolo esemplificativo le cito la frase di una studentessa che nel mese di gennaio, spaventata per l’imminente rientro in classe al 50%, mi dice: “Ho paura di rientrare in classe perché non potrò più essere invisibile”, ecco gli effetti della DAD, rende i ragazzi invisibili, come se non esistessero ed infatti stiamo prendendo decisioni come se non fossero importanti per noi e senza conoscere i loro reali bisogni.

Le loro telecamere sono spesso disattivate, ho realizzato alcuni incontri di supporto nelle classi e mi sono ritrovata a parlare da sola davanti ad una telecamera senza neanche poter vedere i loro volti. Abbiamo spaccato a metà classi con il 50 e 50 che già avevano numerosi problemi relazionali, come spesso succede, creando 2 classi separate che sono entrate in competizione tra loro e dando loro la sensazione di ulteriore spaccatura e distanza.

Le racconto la mia esperienza perché credo che le nostre battaglie siano simili e abbiano come fine ultimo la tutela del benessere dei nostri ragazzi. Li chiamo nostri, perché sono miei e suoi che ogni giorno ci adoperiamo per loro attraverso il nostro lavoro, ma dovrebbero essere di tutti, perché loro sono il nostro futuro e prima o poi la storia ci presenterà il conto.

Da qualche mese, in seguito all’emergenza sanitaria, insieme ad altri colleghi psicologi sparsi sul territorio nazionale abbiamo creato un gruppo spontaneo radunatosi sotto il nome di SinergEtica, ci proponiamo   di tutelare il diritto a un pieno stato di salute psichica, di promuovere il concetto di salutogenesi centrata sulla persona e di incentivare gli stili di vita basati sulla prevenzione e la consapevolezza, nel rispetto della piena autodeterminazione. Con questa mail, le porto il sostegno e la stima di tutto il nostro movimento, una di noi, la Dott.ssa Laura Gaido, peraltro risiede ed opera nel Comune di Grugliasco.

Due colleghe, impegnate anche loro in prima linea, la Dott.ssa Patrizia Scanu e la Dott.ssa Giuditta Fagnani hanno recentemente pubblicato un testo dal titolo “Emergenza Scuola: i diritti ignorati dei nostri figli nella crisi sanitaria”, testo che le arriverà a breve e di cui l’editore la omaggerà.

Per concludere caro Direttore, la ringrazio per aver portato una ventata di ossigeno e un pizzico di riflessione tra l’opinione pubblica, sento ancora troppi genitori, insegnanti e dirigenti silenti rispetto a questa grave privazione a cui stiamo nuovamente sottoponendo bambini e ragazzi.

Pagheremo un prezzo molto alto per tutto questo e l’unica cosa che possiamo fare per poter sostenere il loro sguardo quando un giorno ci chiederanno: “Voi cosa avete fatto per impedire tutto ciò?” è non essere inermi e fare del nostro meglio per poter dire a noi stessi e a loro che ci abbiamo provato.

 

La ringrazio per l’attenzione e le auguro buon lavoro.

 

Cordiali saluti

 

Elisa Russello