Il Corpo, il con-tatto, la relazione per una vera e sana identità e una vera comunità umana - parte 1 -

Aree di lavoro
Data
Gio. 18 Febbraio 2021

L'evoluzione integrativa del cervello umano

 

Il corpo fisico  é quella parte originaria di noi con la quale entriamo in relazione  con l'altro nel mondo. 

Ritrovare o rimanere  in   contatto con esso è essenziale per la vera salute.

Desidero fare emergere come  la percezione del proprio corpo e dell’identità attraverso il contatto fisico sia  il fondamento  dell'essere umano affinché possa sentirsi al sicuro, protetto, amato e possa poi esplorare,  crescere e costruire una vera identità e relazioni sane, sviluppare una maggiore autoconsapevolezza e libertà di pensare, sentire e agire.

 

È utile riportare le scoperte in ambito neurobiologico ed evoluzionistico rispetto allo sviluppo del cervello umano. Tutte le scoperte scientifiche convergono in una visione evolutiva gerarchica organizzata su tre livelli (McLean, 1990):

  • cervello rettiliano,
  • cervello limbico
  • cervello neo-corticale.

 

I sistemi motivazionali come tendenze biologiche innate verso uno scopo, nell’essere umano seguono questa tripartizione, aumentando la propria influenzabilità da parte del contesto ambientale e col salire della complessità del livello gerarchico.

 

1- Il livello evolutivamente più arcaico dell’organizzazione motivazionale è connesso all’attività neurale localizzata nel cervello rettiliano, nel tronco encefalico e nei nuclei della base.

I sistemi motivazionali sono finalizzati alla regolazione fisiologica,alla predazione, alla raccolta di cibo, alla difesa da minacce, alla territorialità e alla riproduzione sessuale (senza formazione di coppia).

 

2- Su questo primo livello connesso alla sopravvivenza individuale  poggiano sistemi che regolano l’interazione sociale tipica dei mammiferi e risalente a una evoluzione più recente.

Questo secondo livello corrisponde all’attivitá neurale dell’area limbica, comprendente amigdala e il giro del cingolo.

I sistemi che compongono questo livello sono orientati

- all’attaccamento verso l’altro con lo scopo di essere protetti dai pericoli;

- all’accudimento e offerta di cura verso membri della specie più indifesi; 

- all’accoppiamento di coppia;

- alla definizione di rango e dei ruoli di dominanza-sottomissione;

- al gioco sociale

- alla cooperazione (fatta di attenzione congiunta e condivisa).

 

3- Il terzo livello evolutivo del cervello, prerogativa unicamente della specie umana, è situato nella neo-corteccia, riguarda la parte cognitiva dell’intersoggettività e della costruzione di significati in funzione della cultura di appartenenza.  Motiva a creare il linguaggio, memorie complesse e condivisibili. Emerge la possibilità dell’esperienza della coscienza di sé.

Influenza i sistemi “sottostanti”, collegando strutture concettuali  verbalizzabili (esplicite) alle memorie (implicite o inconsce) delle situazioni in cui hanno guidato comportamenti ed emozioni (Liotti, 2016).

 

Questa doverosa premessa ci permette di comprendere come la psicologia moderna e la psicoterapia poggino su saldi presupposti scientifici e da qui si muovano per aiutare la comunità. La conoscenza della  componente fisica e del funzionamento fisiologico e poi disfunzionale ci permette di procedere verso una integrazione maggiore e interdipendente tra corpo fisico e corpo emotivo e psichico.

È indispensabile che il cervello arcaico percepisca senso di sicurezza affinché il cervello della relazione sociale sia attivo e fluido e affinché su questa seconda base relazionale stabile e sicura si sviluppi e sia attiva quella parte di cervello connesso alla Coscienza di Sé, connesso anche alla spiritualità.

 

 

Il cervello sociale della zona limbica ha tante potenzialità e molti sottosistemi motivazionali sono stati scoperti negli ultimi 40 anni.

Il terapeuta cognitivista inglese Paul Gilbert, partendo anch’egli da una prospettiva etologico-evoluzionista, infatti alla fine degli anni ottanta aveva ipotizzato la presenza di altri importanti sistemi motivazionali interpersonali che guidano la formazione  e la regolazione delle relazioni intersoggettive negli esseri umani (1989).

Contemporaneamente Lichtenberg era giunto alle medesime conclusioni in ambito psicanalitico (1989).

In Italia Liotti, seguendo la proposta di Gilbert, ha scoperto  la presenza di alcuni sistemi motivazionali interpersonali (SMI) che attivano e regolano singoli e distinti elementi dello scambio e relazioni.

 

Cosa sono i sistemi motivazionali interpersonali?

Possiamo osservarli come tendenze universali, che prescindono dalla cultura, determinate su base biologica e selezionate durante il processo evolutivo , la cui espressione nel comportamento presenta variabilità individuali.

La determinazione biologica fa i conti anche a oggi con l’epigenetica che plasma non solo il comportamento ma anche le credenze profonde, l’inconscio e anche le cellule stesse e il DNA.

I sistemi motivazionali regolano la condotta e i comportamenti in funzione di particolari mete e sono in stretta relazione con l’esperienza emotiva.

Le emozioni accompagnano infatti l’azione ed espressione  dei sistemi motivazionali interpersonali come reazione meccanica, istintiva.

 

Quale é la relazione tra sistemi motivazionali Interpersonali ed emozioni?

 

Per Liotti le emozioni sono modalità di funzionamento dei sistemi motivazionali interpersonali e possono essere avvertite dalla coscienza.

Aiutano come bravi coordinatori a organizzare il comportamento sociale, relazionale, oltre che l’esperienza emozionale e la rappresentazione di sé in relazione all'altro.

Attivano emozioni per arrivare alla meta del sistema.

La regolazione della condotta di ogni SMI é inconscia (in altre prospettive terapeutiche sono chiamate coping, modelli operativi, sistemi difensivi inconsci….) e le emozioni sono le prime espressioni esterne (emozione dal latino significa movimento verso l'esterno) e possono essere esperite dalla coscienza in maniera consapevole.

Ogni SMI opera attraverso una sequenza specifica di emozioni codificate.

 

Questa visione dei sistemi motivazionali, comprendenti le emozioni e connesso allo sviluppo filogenetico e ontogenetico umano può creare senso di sconcerto, rifiuto, rivolta, paura.

Siamo delle macchine? Siamo solo macchine con il pilota automatico?

L’essere umano è dotato di una meravigliosa macchina che è il corpo fisico, un involucro che ha leggi precise che vanno conosciute a fondo e con cui è essenziale interfacciarci per poi scoprire che ci sono altre componenti più sottili, meno dense e materiali.

L’invito che vi faccio è scoprire alcuni affascinanti funzionamenti del corpo fisico, in particolare del cervello per poi fare altri passi in avanti.

 

Proviamo a guardare assieme questi sistemi motivazionali relazionali per addentrarci meglio nelle dinamiche biologiche alla base della nostra natura terrena.

 

1 - Il sistema motivazionale principe é quello dell’attaccamento finalizzato all’ottenimento di aiuto, sostegno e vicinanza protettiva da parte di un’altra persona adatta. Questo sistema è presente nei mammiferi. La ricerca primaria è del calore, della morbidezza, del contatto diretto pelle a pelle, e è essenziale per tutti i cuccioli alla nascita insieme alla ricerca del latte materno.

Per i cuccioli umani serve quindi una presenza e un contatto fisico più prolungato rispetto agli altri mammiferi.

Il sistema si attiva e porta con sé specifiche emozioni e comportamenti nelle situazioni di dolore, pericolo, percezione di vulnerabilità, solitudine.

Il sistema, quando attivo e lontano dal raggiungere la meta, regola le emozioni di paura e collera da separazione, tristezza da perdita, disperazione e distacco emozionale.

Una volta raggiunta la meta, le emozioni sperimentate sono gioia per la ri-unione, conforto, fiducia e sicurezza.

 

2 - Il sistema di accudimento è reciproco a quello dell’attaccamento. Offre la cura verso un altro essere umano, agevolando le possibilità di sostentamento dentro al proprio gruppo partendo dalla famiglia. Il sistema è attivato dai segnali di richiesta di conforto e protezione emessi da un altro essere umano, a sua volta motivato dal sistema di attaccamento, o da percezione della sua fragilità/condizione di difficoltà o mancanza di risorse.

Le emozioni derivanti dagli ostacoli al raggiungimento della meta del sistema sono ansia da sollecitudine, tenerezza protettiva o colpa per il mancato accudimento.

Al disattivarsi del sistema si provano emozioni di sollievo, tenerezza protettiva e gioia.

 

3 - Il senso di minaccia o pericolo può essere attivato anche nel sistema della competizione per il rango finalizzato alla definizione dei ranghi di potere e di dominanza/sottomissione per regolare all’interno di un gruppo il diritto prioritario di accesso alle risorse.

Per i mammiferi questo sistema è funzionale a  stabilire una gerarchia all’interno del gruppo, che permanga nel tempo, con il vantaggio biologico di eliminare la necessità di continue lotte che potrebbero sfiancare gli individui. La definizione del rango avviene attraverso forme, riti  in cui l’aggressività non è primariamente finalizzata a ledere o uccidere l’antagonista ma ad ottenere da quest’ultimo un segnale di resa.

Per gli esseri umani questo sistema motivazionale a livello sociale è rischioso perché permea la cultura occidentale ed è come se schiacciasse altri sistemi come quello di accudimento e quello di cooperazione.

La società è dunque malata e lo osserviamo dalle emozioni espresse da questo sistema motivazionale competitivo.

Infatti dagli ostacoli nel raggiungimento della meta perseguita derivano le emozioni di:

- paura da giudizio,

- vergogna,

- umiliazione,

- tristezza da sconfitta

-i nvidia.

Le emozioni associate alla disattivazione del sistema sono:

- collera da sfida,

- trionfo,

- orgoglio,

- disprezzo,

- superiorità.

L'ultimo secolo di storia ci racconta dei danni provocati da un eccesso di espressione e di valore attribuito a tale sistema (dittature, guerre, progetti di depopolazione del pianeta).

 

4 - Il sistema cooperativo ha come meta il conseguimento di un obiettivo comune, più facile da raggiungere attraverso un’azione congiunta e mirata. Il sistema è attivato appunto dalla percezione che le risorse  risultano più accessibili attraverso uno sforzo congiunto. Il  sistema è attivato dalla percezione degli altri individui interagenti, in funzione dei fini prefissati e la percezione da parte dei “pari” di segnali di non-minaccia agonistica, come il sorriso.

Gli ostacoli al raggiungimento della meta perseguita dal sistema sono associati ad emozioni di colpa, rimorso, isolamento, sfiducia, odio per il tradimento.

Il raggiungimento della meta invece porta a provare conforto, gioia da condivisione, lealtà, amicizia, sicurezza e fiducia.

 

La cooperazione e l’accudimento sono sistemi motivazionali che portano alla sopravvivenza di una specie e a una sua evoluzione ulteriore, aumentando il senso di integrazione all’interno della specie stessa e in convivenza con altre specie, con la natura e con la terra che li ospita e di cui fa parte.

La fiducia, la condivisione, il rispetto sono elementi essenziali per l’essere umano più evoluto. Non è una questione solo filosofica , ma una necessità connessa a una Legge naturale evolutiva.

Se viene meno il sistema di accudimento, connesso anche al contatto fisico, all’abbraccio, al contatto visivo in presenza, al sorriso sociale, vengono meno la fiducia, la sicurezza, il calore e la percezione di un vero senso di identità.

Se la cooperazione sociale nega questo sistema di accudimento di base, si trasforma in un falso sistema di cooperazione perché si basa su una motivazione di minaccia percepita da cui difendersi, e che riguarda il nostro cervello più arcaico.

È davvero importante allora che l’uomo valuti cosa sia una minaccia reale per la sopravvivenza sia individuale che di una comunità umana intera prima di attivare a cascata difese e azioni reattive che non corrispondano allo stimolo.

La dichiarazione di emergenza sanitaria del 2020 rientra a pieno titolo in questa dinamica.

Da un punto di vista evoluzionistico è necessario recuperare i sistemi di accudimento, cooperazione, gioco, ritrovando le risorse e la resilienza offerte da essi.

Non si può affrontare un pericolo creando solo nuovo pericolo o senso di minaccia.

Le misure di sicurezza per proteggere dal pericolo risultano distruttive per i sistemi delle relazioni. Inoltre anche la parte del cervello più evoluta, la neocorteccia, risulta compromessa e con essa il senso della consapevolezza di sé rispetto a se stessi e agli altri. Viene meno il senso della libertà di scelta e libero arbitrio su cui si fonda l’essere umano e che lo distingue dai fratelli mammiferi.

Vi invito a riflettere su questi processi evolutivi e a osservare il tema pericolo (in questo caso il virus) con una maggiore distanza, respirando lentamente e rivolgendo lo sguardo verso di sé, verso i propri simili, con una attitudine di maggiore accudimento, cooperazione e comprensione.

 

 

 

BIBLIOGRAFIA

 

  • Bowlby J. (1969). Attaccamento e perdita, Vol. I, (1969)II, (1973)III, (1975), Torino, Bollati Boringhieri, (1972, 75,83)
  • Farina B., Liotti G. (2011) L’incontro con la teoria dell’attaccamento e la svolta relazionale della psicoterapia cognitiva. Psiche
  • Gilbert P. (1989). Human nature and suffering. London, Erlbaum.
  • Laurito, F. (2010). I Sistemi motivazionali interpersonali. [online] Available at: http://www.drfrancescolaurito.it/2010/12/i-sistemi-motivazionali-interpersonali.html
  • Lichtenberg J.D. (1989). Motivazione e psicoanalisi. Milano, Cortina, 1995.
  • Liotti, G. (1994/2005) La dimensione interpersonale della coscienza (Carocci)
  • Liotti, G., Monticelli, F. (2014) Teoria e clinica dell’alleanza terapeutica: la prospettiva cognitivo-evoluzionista (Cortina)
  • Lorenz K. (1974). L’altra faccia dello specchio. Milano, Adelphi, 1991.
  • MacLean, P. D.( 1990). The triune brain in evolution. Role in paleocerebral functions. Plenum New York Press
  • Panksepp J. (1998). Affective neuroscience: The foundation of human and animal emotions. Oxford (UK), Oxford Univ. Press.